10/02/2012

Rivendicazioni ticinesi

Con questa espressione si designa un contenzioso fra cant. Ticino e Conf. formulato in sede politica nel 1924 con la presentazione da parte del Consiglio di Stato ticinese di una serie di richieste a sostegno dell'economia cant. e a tutela dell'italianità (Svizzera italiana), raccolte in un memoriale pubblicato nel 1925. Fra le richieste figuravano la rimozione delle tariffe ferroviarie di montagna, il recupero del controllo sulle forze idriche leventinesi, consistenti investimenti fed. a favore dell'agricoltura nel cant. e di un incremento dei servizi e degli impieghi fed. per gli Svizzeroit. e l'abolizione delle scuole in lingua ted. nel cant. A questo primo appello ne seguì un secondo nel 1938 di contenuto analogo (Nuove rivendicazioni ticinesi, ribadite nel 1946 in un documento dallo stesso titolo), ma ancor più marcatamente condizionato dalla crisi economica degli anni 1930-40. L'origine delle rivendicazioni ticinesi è riconducibile alla delusione delle speranze di sviluppo economico suscitate dall'apertura del tunnel ferroviario del San Gottardo (1882) e alla riconferma della marginalità economica del cant. rispetto allo spazio economico sviz. A ciò si affiancavano i timori di una parte della classe dirigente per l'italianità minacciata dalla penetrazione demografica ed economica alloglotta, spec. ted. Economicamente forte, spesso impiegata tra i quadri dell'amministrazione fed., dotata di proprie scuole e di un organo di stampa (Tessiner Zeitung), la minoranza svizzeroted. era giudicata poco incline all'integrazione. Le rivendicazioni furono accompagnate dai timori di un inasprimento dell'Irredentismo, alimentati anche dalla proposta di spostare il confine doganale alle Alpi formulata da alcuni elementi nettamente minoritari sullo sfondo degli sviluppi sulle zone franche ginevrine. L'ampia soddisfazione ottenuta dalle rivendicazioni ticinesi non modificò mai la marginalità economica del cant., così che negli anni 1960-80 furono avanzate ulteriori richieste, generalmente accolte, per migliori vie di comunicazione (galleria autostradale, linea ferroviaria veloce) e più sostanziosi sussidi alla cultura it.


Bibliografia
– M. Cerutti, Fra Roma e Berna, 1986, spec. 110-134
– L. Saltini, Il Canton Ticino negli anni del Governo di Paese (1922-1935), 2004, spec. 174-178

Autrice/Autore: Silvano Gilardoni